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Ḥadīth
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In genere si tratta di un singolo aneddoto di alcune righe sulla vita di Maometto, ma ha un significato molto più importante perché è parte costitutiva della cosiddetta mwcwSunna, la seconda fonte della Legge islamica (mwdamwdqshari'a) dopo lo stesso Corano. Non esiste un numero esatto universalmente riconosciuto di hadith, perché sono raccolti in diverse collezioni e varie mwdgscuole di pensiero ne accettano insiemi diversi, classificati per mwdwisnād (catena di trasmissione) ed affidabilità. I hadith più autorevoli nella tradizione mweasunnita si trovano nelle mweqSei raccolte canoniche. La collezione della totalità dei singoli mwegaḥādīth costituisce appunto la mwewSunna. I dotti musulmani hanno definito il mwfaḥadīth/حديث "quello che Muḥammad ha detto, ha fatto o visto che qualcuno stava facendo qualcosa, quindi con il suo silenzio lo ha approvato e non ha avvertito la persona in questione".
Contents
• Teologia
• Note
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Teologia
Secondo i musulmani il mwgaCorano sarebbe stato dettato a Maometto dall'arcangelo Gabriele.cite-ref-1[1] Dunque se ne dovrebbero evitare interpretazioni troppo libere che potrebbero portare il fedele a travisare i comandamenti divini e quindi a peccare e a meritare la collera divina. I musulmani tuttavia sono perfettamente coscienti che il Corano è tutt'altro che facile da capire: sebbene sia scritto in "arabo chiaro", "parla per parabole" (mwhqsūra XXXIX: mwhgversetti 27 e 28) ed è dunque da interpretare, cercando di evitare di volare con la fantasia.
A surrogare il Corano, acquistò prestissimo grande significato quello che mwiaMaometto faceva, diceva, oppure non faceva o non diceva quando interrogato su un quesito di fede, di opere o di liturgia. Maometto, ritenuto il migliore interprete della volontà divina (perché ineffabilmente ispirato), diveniva così il modello di riferimento dei suoi contemporanei e delle generazioni future di mwiqmusulmani. La tradizione mwignarrativa (cioè orale) riferita a Maometto e, in seguito, anche ai suoi mwiwCompagni (mwjaṢaḥāba) o a qualcuno dei mwjqSeguaci (mwjgTābiʿūn) - costituenti cioè i più autorevoli musulmani delle generazioni successive a quella del Profeta e dei Compagni - acquistava pertanto valore di legge, sempre che mancasse un esplicito passaggio coranico a ordinare o vietare qualcosa.
Va da sé che la malintesa mwkapietas di alcuni musulmani (anche contemporanei di Maometto, come mwkqAbu Hurayra) ha generato in passato una gran massa di tradizioni false e inaffidabili ed è fin dal II-III secolo dell'mwkgEgira che il mondo degli studiosi mwkwmusulmani è assai seriamente impegnato nella difficile opera della cernita di ciò che nella immensa massa dei mwlaḥadīth è vero (o il credibile, o affidabile) da ciò che è giudicato falso (o incredibile, o inaffidabile). Aysha, moglie del Profeta, fu la persona che visse più a lungo con Maometto dopo l'Egira, fino al letto di morte, e lei è ritenuta la fonte diretta del maggiore numero di mwlqḥadīth (2120).cite-ref-2[2]
Strutturalmente un mwmwḥadīth è composto da una catena di trasmettitori-garanti (in arabo mwnaisnād, ovvero "sostegno") che risale indietro nel tempo, formando una mwnqsilsila (catena) che si allaccia al primo trasmettitore della tradizione. Il trasmettitore può essere un Compagno che l'ha ricevuta dal Profeta o un musulmano che l'abbia ascoltata da un Seguace o, talora, da qualche credente di grande rinomanza delle successive generazioni. Lmwng'mwnwisnād si presenta all'incirca con il seguente schema: «Ho ascoltato Tizio che ha detto a Caio che Sempronio aveva udito... Muhammad dire: "..."». Allmwoa'mwoqisnād segue il vero e proprio contenuto della narrazione (il mwogmatn).
Per distinguere le tradizioni autentiche da quelle false (magari anche con intenti pii, per ovviare a un silenzio coranico su una determinata fattispecie) si poteva ricorrere a un'indagine di tipo genealogico. Si esaminava cioè se un trasmettitore aveva o meno una buona nomea, una buona memoria o un'effettiva conoscenza o frequentazione del trasmettitore portatore della tradizione. Questo studio si chiama "scienza degli uomini" (mwpaʿilm al-rijāl), a cui si affianca una disciplina di studio relativa al contenuto della tradizione, per vedere che essa non sia per esempio illogica, incoerente o palesemente impossibile.
Le tradizioni giuridiche furono raccolte in libri, organizzati dapprima per argomento (tali da essere senz'altro più sfruttabili da parte dei giudici dei tribunali mwpgsciaraitici) e che si articolavano in rubriche quali, per esempio, "matrimonio", "divorzio", "compravendita", "preghiera canonica" e così via. In questi casi i libri erano chiamati mwpwSunan. Altri testi si organizzavano in base ai nomi dei trasmettitori, e venivano chiamati mwqaMusnad per il fatto, appunto, di studiare lmwqq'mwqgisnād. Tra tutti il più famoso è quello composto da mwqwAḥmad b. Ḥanbal, fondatore della scuola teologica e giuridica del mwrahanbalismo.
In genere si indicano mwrgSei libri (mwrwal-kutub al-sitta) che conterrebbero le tradizioni giuridico-teologiche più affidabili e importanti. A volte se ne indicano quattordici o anche più. Fra i mwsaSei libri si indicano per eccellenza il mwsqṢaḥīḥ (Il [libro] sano) di mwsgBukhari e l'omonima opera di mwswMuslim b. al-Ḥajjāj. Gli altri quattro sono i mwtaSunan di mwtqIbn Māja, di mwtgal-Nasāʾī, di mwtwal-Tirmidhī; e di mwuaAbū Dāwūd al-Sījistānī.
Esistono raccolte particolari di c. d. mwxaḥadīth qudsī (lett. "mwxqḥadīth santi") in cui cioè il Profeta riferisce parole di Allah che non furono raccolte nel Corano; anche la mwxgsīra (letteralmente: vita) è un genere particolare di mwxwḥadīth, organizzato in modo da fornire una biografia della vita terrena del Profeta. Esistono anche mwyaḥadīth sciiti tramandati da mwyqʿAlī ibn Abī Ṭālib, il genero del Profeta e quarto califfo.
Note
cite-note-11. ↑ mwaaIl Corano, a cura di Alberto Ventura, traduzione di Ida Zilio-Grandi, Milano, Mondadori, 2010, mwaqIntroduzione, pp. XII-XV.
cite-note-22. ↑ Giorgio Vercellin, mwbqIl profeta dell'islam e la parola di Dio, Firenze, Giunti, 2000, pag. 22
cite-note-33. ↑ È leggibile una versione in italiano sulle sue traduzioni: Imam Ali, mwcqNahjul Balagha. Sermoni lettere detti e sentenze, a cura del Centro Culturale Islamico Europeo, Roma s.d.
Bibliografia
Traduzioni italiane di brevi raccolte di mwdqḥadīth
• mweqMuhammad, mwegBreviario, a cura di G. Mandel, Rusconi, Milano 1996
• Maometto, mwfaLe parole del Profeta. La saggezza dell'islam in quattrocento massime e detti memorabili, a cura di A. al-Suhrawardi con una prefazione del Mahatma Gandhi, Newton Compton, Roma 1997
• S. Noja (a cura), mwfgLa saggezza del profeta Maometto, Guanda, Parma 1996
• M. al-Qudda'i, mwgaLa fiaccola ovvero le sentenze di Maometto il Profeta, a cura di mwgqR. Khawam, Rizzoli, Milano 2002
• H. Ramadan (a cura di), mwgwQuaranta detti del Profeta Muhammad, At-Tariq, Milano 2005
• S.K. Faqihi (a cura di), mwhqTradizioni del profeta Muhammad e della sua immacolata famiglia, Isfahan 2000
• Roberto Tottoli (a cura di), “mwhwHadith in Modern Islam”, su: mwiamwiqOriente Moderno, LXXXII (2002) 1, III+263 pp.
• Alberto Ventura (a cura di), mwiwVite e detti di Maometto, con contributi di Michael Lecker, Roberto Tottoli, Rainer Brunner e Massimo Laria, Mondadori, Milano 2007.
Traduzioni italiane di alcune delle raccolte più ampie
• mwkqAl-Nawawi, mwkgIl giardino dei devoti. Detti e fatti del Profeta, a cura di A. Scarabel, SITI, Trieste 1990
• mwlaAl-Bukhari, mwlqDetti e fatti del Profeta dell'islam, a cura di mwlgV. Vacca, S. Noja, M. Vallaro, UTET, Torino 2003 (prima edizione 1982)
Raccolte tematiche (mwmqsīra, mwmgmiʿraj, miracoli eccetera)
• mwnqal-Tabari, mwngVita di Muhammad, a cura di S. Noja, Rizzoli, Milano 1985
• C. Saccone (a cura), mwoaIl Libro della Scala di Muhammad, SE, Milano 1991 (editore Oscar Mondadori 1999)
• M. Lecker (a cura), mwogVite antiche di Muhammad, Mondadori, Milano 2007
• Qadi 'Iyad, mwpaI miracoli del Profeta, a cura di I. Zilio Grandi, Einaudi, Torino 1995
• mwpgal-Azraqi, mwpwLa Kaʿba. Tempio al centro del mondo, a cura di R. Tottoli, Trieste 1992
Studi
• mwraDaniel W. Brown (a cura di), The Wiley Blackwell Concise Companion to the Hadith, Hoboken, Wiley Blackwell, 2020.
• mwrgJonathan A. C. Brown, Hadithː Muhammad’s Legacy in the Medieval and Modern World, Londra, OneWorld Academic, 2009.
• mwsaJohn Burton, An Introduction to the Hadīth, Edimburgo, Edinburgh University Press, 1994.
• mwsgG.H.A. Juynboll, Encyclopedia of Canonical Hadïth, Leiden, Brill, 2007.
Voci correlate
Altri progetti
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• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Hadíth
Collegamenti esterni
• citerefbritannica-com(EN) Asma Sayeed, Hadith, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefencyclop-dia-iranica(EN) Ḥadīth, in Encyclopædia Iranica, Ehsan Yarshater Center, Columbia University.
• citerefjewish-encyclopedia(EN) Ḥadīth, in Jewish Encyclopedia, Funk and Wagnalls.
• mwxgSignificato di Sunnah e di Hadith (Unione delle Comunità ed Organizzazioni Islamiche in Italia, UCOII)
• mwya(EN) mwyqSunnah and Hadith (University of Southern California – Muslim Students Association)